23.02.12

Per Elisa

I gemellaggi sono il mezzo ideale per gli scambi culturali.


Un esempio straordinario ci è dato da quanto è avvenuto nel gennaio scorso ad Ellwangen (Germania),  dove una ragazza italiana, Elisa Scolari di Abbiategrasso, gemellata con la città tedesca, è stata protagonista di un evento che lei non dimenticherà mai. La giovane portatrice di impiantati cocleari ha ricevuto in regalo le pile per un anno dalla Varta Microbattery. Una storia italo-tedesca.

Èra una mattina fredda ad Ellwangen. Elisa Scolari, accompagnata dal padre Gigi, si è recata alla Varta Microbattery, una delle aziende più rinomate per batterie che si usano specialmente per apparecchi acustici, con l’intenzione di fare una scorta di pile per i suoi impianti cocleari, sperando così di risparmiare qualche euro (ne spende centinaia al mese) con l’acquisto diretto in fabbrica. L’aspettava una gradita sorpresa, che avrebbe potuto facilmente intuire dal momento che a servirla erano il Global General Manager Marketing & Sales Retail, Marcus Greiff, e la caporeparto del management Prodotti Retail, Anja Clemens. Elisa ha ricevuto dai due in regalo la dotazione di pile per un anno. Greif, al momento della consegna, dice: “se tra un anno le pile dovessero finirle, sono sicuro che troveremo il modo di aiutarla di nuovo”.
Questo bel gesto della Varta Microbattery sembra essere del tutto in contrasto con lo scenario politico delle relazioni italo - tedesche. I continui scandali in cui era coinvolto Berlusconi, la crisi dell’euro, l’indebitamento dello Stato, la montagna di rifiuti a Napoli, il degrado degli antichi edifici di Pompei hanno danneggiato l’immagine dell’Italia. Ma se va male a questi livelli, che almeno vada un po’ meglio nelle piccole cose. E qui entra in gioco il fenomeno del gemellaggio.

L’obiettivo primario del gemellaggio, l’associazione tra due città, capoluoghi o comuni di provincia di due diversi Paesi, è lo scambio culturale od economico. L’associazione viene autonomamente decisa dai partner. Accade così che l’Ostalb Kreis, un distretto che comprende anche Ellwangen, ha otto gemellaggi con la provincia di Ravenna che pure abbraccia soltanto diciotto comuni. Può dirsi comunque che non v’è un Kreis in Germania che abbia relazioni tanto intense con l’Italia. Per quanto riguarda Ellwangen, la città, nonostante rientri nell’Ostalb Kreis, ha privilegiato per il gemellaggio Abbiategrasso, una città lombarda a 20 km ad ovest di Milano, con la quale gli scambi sono altrettanto frequenti quanto quelli con la cittadina francese di Langres. Ellwangen è stato al centro dell’attenzione durante il “Mercato freddo” (al quale Elisa non ha mancato di assistere) che, quest’anno, è durato dal 9 all’11 gennaio.

Elisa, trenta anni, è affascinante e attraente. Ha un viso aperto e simpatico messo in risalto dai lunghi capelli neri. Gli occhi castani, assai vivaci, danno l’impressione di raccontare mille cose con un solo sguardo. Parlando con lei non ci si accorge della sua minorazione.

Sin da piccola, infatti, Elisa quasi non ci sentiva dall’orecchio destro e aveva una certa limitazione dell’udito all’orecchio sinistro. La carenza uditiva, quasi vicina alla sordità, faceva sì che da bambina poteva capire chi le parlava solo osservandone il movimento delle labbra. Elisa e i suoi familiari seppero tuttavia affrontare la situazione. In effetti, fintanto che l’orecchio sinistro le consentiva di udire, riusciva a parlare normalmente con gli altri e frequentare la scuola, mostrando d’essere in grado di sopportare il suo handicap. Alla fine del periodo scolastico, tuttavia, prese a diminuire di continuo l’abilità uditiva dell’orecchio sinistro tanto che a un certo punto non le furono d’aiuto neppure gli apparecchi acustici più potenti. Il padre cominciò a cercare un’altra soluzione.

Per la Germania gli impianti cocleari non costituiscono affatto una novità. Le protesi sensorie sono state adottate sin dai primi anni Ottanta. Si aggiunga a ciò che, a fronte di una specifica prescrizione otorinolaringoiatrica, le mutue tedesche coprono gran parte dei costi. Non sorprende perciò che ci siano in Germania oltre 30.000 persone dotate di impianto coclearie e, stando ad alcune stime, si calcola che nel 2020 questa cifra sarà raddoppiata. In Italia, per contro, uno sviluppo del genere non è prevedibile. A causa dello scarsissimo sostegno fornito dalla sanità pubblica a queste prestazioni, i costi da affrontare sono proibitivi, il che vale anche per Elisa.

Nonostante il reparto di otorinolaringoiatria del Policlinico di Milano, tra l’altro non lontano dalla sua residenza, fosse all’epoca uno dei più rinomati, Elisa passò un brutto momento. “ Agli inizi incontrammo un otorinolaringoiatra che arrivò ad affermare ‘ Se sua figlia non può più sentire, allora diverrà presto anche sordomuta’ “, ci racconta il padre, descrivendo la situazione di allora. A ripensarci, prova ancor oggi un po’ di sgomento, ma poi ci ride su.
Per fortuna Elisa poteva fare sempre affidamento sul padre. Gigi Scolari impiegava ogni minuto libero per trovare aiuto per la figlia. Ma non era facile. Non riuscì a trovare neppure un gruppo di autoaiuto, nel quale Elisa avrebbe potuto ricevere qualche informazione. “Putroppo” dice Elisa tranquillamente “non ho mai conosciuto qualcuno che avesse i miei stessi problemi. Il contatto con un’altra persona mi avrebbe altrimenti sicuramente aiutato”.

Alla fine Elisa e Gigi Scolari presero contatto con il Professor Sandro Burdo. Burdo si era specializzato già da tempo in questo campo lavorando a Milano con il Professor Massimo Del Bo. Burdo fu uno dei primi in Italia a specializzarsi in impianti cocleari e ad  offrire conseguentemente l’opportunità di trattamento cocleario a soggetti con deficit uditivi. Nel 1992 assunse la direzione del reparto di audiovestibologia, installandovi un centro cocleare. Nel 2003 riuscì a praticare su Elisa il trattamento bilaterale. Elisa fu la terza persona ad essere curata con l’applicazione di un impianto cocleare ad entrambe le orecchie. Sentire con due orecchi significa vantaggi netti, perché non migliora soltanto la comprensione del parlato in presenza di rumore, ma ottimizza anche il riconoscimento del parlato e la localizzazione del suono. Per sostenere la spesa ammontante a 43.000 euro, la famiglia dovette affrontare sacrifici.

“Avrei voluto tanto continuare a studiare” ammette francamente Elisa “ma dopo tutta questa vicenda non potevo pretendere troppo da mio padre. Ho completato il ciclo dell’Istituto professionale e sono andata a lavorare”. Oggi è impiegata in un’azienda farmaceutica di Milano dove si occupa del marketing, della distribuzione e dell’amministrazione. E’ felice di avere un posto fisso ed è convinta di aver avuto fortuna non solo per quel che riguarda l’udito. In Italia, infatti, la disoccupazione giovanile tocca il 25% e molti contratti di lavoro sono a tempo determinato. Quello di Elisa è però un lavoro duro da cui ancora non ha tratto gran beneficio: “Purtroppo devo impiegare gran parte dei miei guadagni. Gli impianti cocleari richiedono sino a 6 pile al giorno”. Questo anno, però, le è venuto in soccorso San Vito.

Già patrono italiano, il santo, venerato anche come San Vito Martire o San Vito di Lucania, subì nel 303 d. C. il martirio per la fede, quando aveva già compiuto molti miracoli. La Collegiata di Ellwangen è intitolata a lui. Nella Chiesa cattolica gli è altresì riconosciuta la dignità di uno dei quattordici santi soccorritori. Questo anno Elisa, la giovane di Abiategrasso, andando ad Ellwangen ha fatto un’esperienza che altri avevano avuto in precedenza in tutte e due le città: visitare l’una è come visitare l’altra, poiché Ellwangen e Abbiategrasso sono impensabili separatamente. Da un lato, infatti, esse hanno individuato le loro radici comuni, scoprendo che le loro abbazie probabilmente non sarebbero mai esistite se non fossero state fondate nel XII secolo dal medesimo ordine di benedettini provenienti dalla città vescovile di Langres (Francia), a sua volta gemellata con Ellwangen e Abbiategrasso. Dall’altro, Elisa ha fatto la scoperta che  le sue potenti pile per l’apparecchio acustico venivano proprio da Ellwangen gemellata con la sua città natale.

La cosa fece venire a papà Solari un’idea: perché non tentare di procurarsi direttamente nella fabbrica di Ellwangen le pile così importanti per Elisa, riducendo così la spesa al minimo? La famiglia di Elisa decise così di chiedere al Comune di Abbiategrasso se non si potesse stabilire un contatto con la Varta Microbactery. Durante l’estate la famiglia  Scolari conosce il Signor Grimm da 24 anni impiegato in Varta Microbactery. Grimm promette agli Scolari di ottenere le informazioni necessarie. Naturalmente la storia si conclude con un lieto fine. Il problema di Elisa viene a conoscenza di tutta l’azienda e infine dello stesso Presidente che decide di aiutare la giovane italiana.

Arriva il 5 gennaio. Elisa parte per Ellwangen con Gigi Scolari, Anna, la compagna del padre e una delegazione di 48 cittadini di Abbiategrasso, desiderosi di partecipare alle feste di gemellaggio. Tra queste spicca il cosiddetto “Mercato freddo”, una mostra e un mercato di cavalli, tra le più antiche mostre equine della Germania meridionale, che, ripetendosi da oltre mille anni, si tiene vicino la chiesa di San Vito per culminare in un corteo che si snoda per le vie della città. Il “Mercato freddo” ricorda un evento dell’ottavo secolo quando - correndo l’anno 764 d. C.- Ariolfo ed Erlolfo, vescovi di Langres, portarono ad Ellwangen le reliquie di     Meleusippo, Eleusippo e Speusippo, allevatori di cavalli della Cappadocia, che oggi sono  venerati come santi. Elisa è tornata a casa sapendo di non dover più lavorare ogni giorno solo per procurarsi le pile. Ha avuto occasione di conoscere un po’ la Germania e farsi nuovi amici. Ma la cosa più importante che ha imparato è ancora un’altra: gente prima sconosciuta si è occupata di lei senza aspettarsi nulla in cambio. Sa anche troppo bene che questa è una fortuna che non capita a tutti.

Nel quotidiano oggi, purtroppo, ci si scontra con la mancanza di interesse per l’altro, con i pregiudizi e le generalizzazioni. Ci si chiede che cosa distingue “i” Tedeschi “dagli” Italiani. Ed ecco che ci viene in mente lo spot televisivo in cui Olli Ditrich mette in berlina “Toni” l’italiano suscitando contro di lui la repulsione del pubblico o la volta che Berlusconi dette del “kapò” all’eurodeputato Martin Schulz, oggi Presidente del Parlamento Europeo. Valutazioni del genere vanno considerate espressione di fattori climatici, geopolitici, religiosi, genetici o ricondotte a cause culturali. Ora i gemellaggi possono far molto al riguardo: distruggere pregiudizi, dar vita all’amicizia o, più semplicemente, come nel caso di Elisa e della Varta Microbactery, eliminare un problema dal mondo. E’ ben per questo che i gemellaggi sono tutt’altro che inutili.